lunedì 20 dicembre 2010

aspettavo un cielo di spine. proprio qua.

nessuno rovinerà il mio sorriso
per una notte rovinatà
per un sangue bollente
bevendo roba che scalda
versando lacrime felici
ballando la mi disgrazia

mentre sono
la preda di un destino che ancora non capisco
che non ho deciso
che non sento dentro me

aspetto il momento
dei farneticanti in piazza
lanciare il loro dolore
divino
urlante
eterno

e non ridero'
non diro' nulla
ma ascoltero' il bianco sottile
parlarmi di loro.
lasciandomi solo
su questa sedia.

quattro dita nel bicchiere
e parole stonate dalla bocca.

non è il tuo amore
a colmare le mie solitudini.

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