Che fermento mi immagino.
Tra quei sorrisi che
hanno preso piede e parole. Le parole che poi non diventano silenzio e la
saliva, sempre la saliva. Fattore determinante di ogni attimo notturno e
diurno, lei mi inchioda dentro tutte le volontà. Che poi mi sento bene, ma bene
di quando dormo meglio ed i biglietti sull’ansia di mia madre mi fanno
sorridere e pensare che un figlio sarà sempre prevedibile. Nessuna sanità
mentale nemmeno sul liscio delle mie mani, mentre la vita scorre che sembra un
piacere e sembriamo pagare meno gli errori del passato. Un passato che voleva
ucciderci ma poi niente. Troppo duri anche per lui. È qualcosa di vivo, che
sviluppa passione e io lo posso annusare. Dentro il tempo. Non è l’attesa che
mi spaventa. Devo solo regolare il flusso di tabacco e non interessarmi ad
alcun risultato. Nessuno è capace a cadere in piedi ma si può sempre imparare.
Nessuna volontà. I pensieri quelli non li comandi e mentre ogni giorno mi ruba
il sole credo che è solo un giorno in meno lontano da ciò che voglio. Il
problema è sempre stabilire se vale la pena. Ogni sforzo non sarà mai ripagato
ad egual modo ma la finalità è essere felici. Ed io, non ho mai sorriso così
bene e tanto. Non ho dubbio alcuno. Mi sono tolto il giubbino. Mentre aspetto.
E ho un accendino nuovo.
Stanotte dammi un bacio. E non pensare niente.
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