martedì 11 settembre 2012

Perchè non pesi niente.

l'inebriante profumo di vaniglia
o forse era di caffè?

non mi ricordo
non ricordo niente
tranne che avevo quella maglietta a righe
e forse mi sentivo bene

è su questo pezzo jazz
che mi viene in mente la primissima parigi
avevo ancora la barba corta e il cuore rosso.
sorrisi felici nel traffico e nel freddo..

la vita aumenta e tutto cambia.
a quale prezzo?

il prezzo di essere adulto a questa mia maniera
mentre mi corrodo ogni vena di veleno
accendini sparsi in ogni tasca
e ho anche imparato a parcheggiare.

il resto?
no quello non lo so.

leggo ancora i giornali che parlano degli altri
per non leggere dentro me.

una bocca cucita di vergona e sguardo fiero
quello vorrei essere mentre le persone mi guardano

e io mi fumo l'ultima appoggiato alla pensilina di qualche fermata di tram

con il cappotto blu.
e l'acqua alla gola
mentre una donna mi racconta del suo amore da cineromanzo.

nemmeno il tempo di farmi rompere le palle
ed è di nuovo giorno

tra le ansie programmate di una madre sterile
un rapporto che non decolla e si è schiantato

la vita. prendiamo la vita.
rimettimi una sciarpa che usciamo la sera.

nei bicchieri colorati di alcolisti neofiti
e il vento del sabato pomeriggio
resto a galla con scarpe in velluto..

non c'è bisogno di aiutare.
nemmeno di pensare.
ho bisogno di fare.

il banchetto promesso col vino novello
e i libri del novecento.

cosa ho fatto di sbagliato.
niente.
ho solo iniziato a parlare.


ho pochi filtri
ed il tavolo è pieno di tabacco.
il bicchiere si è tenuto lo spirito di questo liquore
portoghese

le candele hanno fiamma fioca
e mi rendo colpo
che sto molto meglio
di qualsiasi kazako
pero' invidio le camminate per le vie di astana
o una dottrina presa in modo schematico

mentre qui ho la libertà di restare un coglione per sempre
ci accomuna solo quel che resta dei porti sopra i laghi.
a me. ad un kazako a un simpatico ungherese che ormeggia sul lago balaton.
loro hanno il freddo dentro gli occhi. anche se fa caldo.
sarà che all'est sembrano cosi' calmi e gli si illumina il volto.

ora fermo tutto
mentre la radiosveglia si è rotta pure lei di fare le 00:00 da cinque anni
e tutti quei libri prendono polvere.
alla fine sono come me. loro aspettano.

che cosa?
non lo so.

Nessun commento:

Posta un commento